"Mi serve un gestionale su misura". Questa frase, in cinque anni di consulenza, l'ho sentita centinaia di volte. Nel 60% dei casi, dopo aver analizzato il problema, la mia risposta è stata: non ti serve un custom, ti basta configurare bene quello che esiste già. Nel restante 40%, sì, il custom è la scelta giusta — e quando lo è, paga in modi che uno standard non potrà mai eguagliare.
Il problema è che la maggior parte delle aziende sceglie a sentimento o seguendo la moda. Risultato: software custom abbandonati dopo 18 mesi, o gestionali standard che strozzano la crescita. Ecco i criteri concreti che uso per decidere.
La regola che sintetizza tutto
Se i tuoi processi sono il tuo vantaggio competitivo, custom. Altrimenti standard.
Sembra ovvio, ma in pratica viene applicato male. Vediamo come tradurla in domande operative.
5 domande per decidere
1. I miei processi sono uguali a quelli dei concorrenti?
Se gestisci una pizzeria, una pratica notarile, una rivendita di pneumatici: i tuoi processi sono già stati codificati in software esistenti. Comprare uno standard, configurarlo, e usarlo è la scelta giusta nel 95% dei casi. Investire 30k in un custom è uno spreco.
Se invece gestisci un'azienda con un processo davvero unico (es. una software house che vende SaaS verticale, o un produttore con flusso logistico anomalo), allora il custom inizia ad avere senso — il tuo processo è il prodotto.
2. Quanto è grande l'azienda?
Tre fasce indicative:




